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Domande e risposte: i tuoi dubbi sul fotovoltaico

Dove possono essere installati i pannelli?

In teoria i pannelli possono essere messi ovunque: tetto, facciata, terrazzo, ecc… o a terra. La decisione sulla collocazione va presa in funzione della disponibilità di spazio (servono ca. 8 mq per kw) e alla corretta esposizione dei pannelli (il più possibile a sud e con un’inclinazione compresa fra 25°(latitudini più meridionali) e 35° (latitudini più settentrionali).
C’è da sottolineare che il contributo del Conto Energia cambia a seconda di dove viene posizionato l’impianto (vedi oltre).

Cosa significa “Conto energia”?

Con questo termine si indica un meccanismo di incentivazione che per 20 anni remunera, cioè paga, l’energia elettrica prodotta da un impianto fotovoltaico.

Chi paga questo incentivo?

L’incentivo viene erogato dal Gestore dei Servizi Elettrici – GSE S.p.a

Il contributo del Conto Energia è fisso e uguale per tutti i tipi di impianto?

No. Cambia in funzione della potenza installata e del tipo di impianto.

Quanto spazio occupa un impianto fotovoltaico?

Facendo riferimento soprattutto alle piccole applicazioni (tetti fotovoltaici) e a moduli di silicio cristallino, un valore indicativo di occupazione di superficie è di circa 8 -10 mq per kW di potenza nominale installata.

Quanta elettricità produce un impianto fotovoltaico?

La produzione elettrica annua di un impianto fotovoltaico dipende da diversi fattori:
radiazione solare incidente sul sito d’installazione;
orientamento ed inclinazione della superficie dei moduli;
assenza/presenza di ombreggiamenti;
prestazioni tecniche dei componenti dell’impianto (moduli, inverter ed altre apparecchiature).
Prendendo come riferimento un impianto da 1 kW di potenza nominale, con orientamento ed inclinazione ottimali ed assenza di ombreggiamento, non dotato di dispositivo di “inseguimento” del sole, in Italia è possibile stimare le seguenti producibilità annue massime:

  • regioni settentrionali 1.150 – 1.2500 kWh/anno
  • regioni centrali 1.3500 – 1.450 kWh/anno
  • regioni meridionali 1.550 – 1.650 kWh/anno

E’ opportuno sottolineare che il consumo annuo elettrico medio di una famiglia italiana è pari a circa 3.000 kWh.

Dove può essere installato un impianto fotovoltaico?

I moduli fotovoltaici possono essere collocati su qualsiasi pertinenza di un immobile (tetto, facciata, terrazzo, ecc…) o sul terreno. La decisione deve essere presa in base all’esistenza sul sito d’installazione dei seguenti requisiti:
disponibilità di spazio necessario per installare i moduli;
corretta esposizione ed inclinazione della superficie dei moduli.
Le condizioni ottimali in l’Italia sono:
esposizione SUD (accettabile anche SUD-EST, SUD-OVEST, con ridotta perdita di produzione);
inclinazione dei moduli compresa fra 25°(latitudini più meridionali) e 35°(latitudini più settentrionali);
assenza di ostacoli in grado di creare ombreggiamento.

Per quanti anni sono erogate le tariffe incentivanti e cosa succede al termine del periodo di incentivazione?

L’incentivazione è erogata per venti anni. Al termine del periodo ventennale non si interrompono i benefici derivanti da:
scambio sul posto dell’elettricità per gli impianti di potenza non superiore a 20 kW che abbiano optato per tale disciplina;
remunerazione dell’elettricità consegnata alla rete per tutti gli impianti di potenza ad eccezione di quelli di potenza fino a 20 kW che abbiano optato per il servizio di scambio sul posto.

Che cosa è il servizio di scambio sul posto?

Con il termine scambio sul posto (Delibera AEEG 28/06) si intende il servizio erogato dal distributore locale competente nell’ambito territoriale in cui è ubicato l’impianto fotovoltaico.
Tale servizio consiste nell’operare un saldo annuo tra l’energia elettrica immessa in rete dall’impianto medesimo e l’energia elettrica prelevata dalla rete dall’utenza connessa a tale impianto.
È possibile avvalersi dello scambio sul posto solo se il punto di immissione e di prelievo dell’energia elettrica scambiata con la rete coincidono.
Possono richiedere di usufruire del servizio di scambio sul posto i clienti del mercato vincolato e i clienti del mercato libero che hanno la disponibilità di impianti alimentati da fonti rinnovabili di potenza nominale non superiore a 20 kW.

Se una persona fisica è proprietaria di più immobili in luoghi separati, può realizzare
un impianto per ciascuno degli immobili?

Si.

E’ possibile installare un impianto fotovoltaico su un condominio eventualmente utilizzando
parti in comune?

Sì, previa autorizzazione dell’assemblea condominiale.

Quando iniziano ad essere erogati gli incentivi?

Gli incentivi vengono erogati a valle della stipula della convenzione e sono calcolati dal momento dell’entrata in esercizio dell’impianto.

È possibile la cessione del credito?

Si.

Come deve essere comunicata l’eventuale cessione del credito?

La cessione del credito deve essere notificata al GSE a mezzo ufficiale giudiziario.

Quali requisiti deve avere l’atto di cessione del credito?

La procedura prevede che l’atto di cessione dei crediti (ed eventualmente la sua revoca) ovvero il mandato irrevocabile all’incasso, presenti:
la firma autenticata ;
nei casi in cui il soggetto responsabile sia una persona giuridica, l’attestazione dei poteri di firma del sottoscrittore devono essere dimostrati attraverso certificazione notarile o idoneo documento della Cancelleria commerciale del Tribunale o della C.C.I.A.A. (con data del certificato non anteriore a 90 giorni dall’atto di significazione);
notifica al GSE a mezzo Ufficiale Giudiziario.

Il contributo è soggetto ad IVA?

No.

E’ possibile usufruire di un impianto unico per diverse utenze?

Qualora siate titolari di due utenze elettriche e per motivi di spazio abbiate la possibilità di installare un impianto fotovoltaico solo in una delle due case, sappiate allora che alla luce del nuovo Conto Energia NON sarà possibile usufruire di un impianto unico per utenze diverse. Infatti, la normativa vigente richiede che ogni impianto fotovoltaico che accede agli incentivi previsti dal Conto Energia sia collegato ad UNA utenza singola. A tal proposito nell’ART.6 DM 23/2/2007 del Conto Energia 2007 è specificato che:
“Gli impianti fotovoltaici devono essere collegati alla rete elettrica o a piccole reti isolate. Ogni singolo impianto fotovoltaico dovrà essere caratterizzato da un unico punto di connessione alla rete elettrica, non condiviso con altri impianti fotovoltaici”.

Qual è il giusto dimensionamento di un impianto fotovoltaico?

Alcuni si sono chiesti se, dato il normale decadimento delle prestazioni di un pannello fotovoltaico nel tempo, non sarebbe forse più opportuno sovradimensionare l’impianto per avere la produzione annua necessaria anche tra 20 anni. In realtà il dimensionamento dell’impianto che usufruisce dello scambio sul posto è frutto di svariate considerazioni. Riflettiamo un attimo su quelle principali.
Occorre tener presente, innanzitutto, un eventuale aumento o diminuzione dei consumi. Ad esempio, se l’energia elettrica è gratis, perchè non pensare di sostituire l’impianto di riscaldamento ambiente e acqua (a gas o gasolio) con apparecchi elettrici? Lo scambio sul posto presenta vantaggi qualora il consumo di energia elettrica risulti mediamente pari o superiore alla produzione. In caso contrario sarebbe consigliabile scegliere, anziché lo scambio sul posto, la vendita di energia elettrica semprechè si sia in possesso di partita IVA.

Come si effettua la manutenzione di un impianto fotovoltaico?

Tra le perplessità riscontrate al momento dell’installazione di un impianto fotovoltaico vi è il tema della manutenzione. Vediamo di chiarirne i dubbi. Innanzitutto la manutenzione di un impianto fotovoltaico è certamente minima, in quanto priva di parti in movimento (a parte gli impianti che utilizzano inseguitori del movimento del sole). Tuttavia per evitare una anche minima riduzione della producibilità, si raccomanda di effettuare una periodica pulizia della superficie dei pannelli (soprattutto a seguito di piogge contenenti sabbia), e verificare la bulloneria. La componente più delicata dal punto di vista della manutenzione è comunque l’inverter, di cui si dovrebbe prevedere una revisione all’incirca dopo 10 anni di utilizzo. Tipicamente, a parte la manutenzione dell’inverter, si assumono i costi annuali di manutenzione intorno allo 0,05 % del costo dell’impianto. E’ consigliabile comunque dotarsi di uno strumento in grado di tenere costantemente sotto controllo la produzione di energia dell’impianto, per individuare in tempo reale eventuali anomalie che potrebbero portare ad ingenti ripercussioni economiche.

Le prestazioni di un pannello fotovoltaico si riducono nel tempo?

Si, ma la perdita di resa è veramente esigua. Nello specifico, infatti, per quanto riguarda il normale decadimento delle prestazioni di un pannello fotovoltaico nel tempo è utile sapere che:

  •  i maggiori produttori garantiscono una produzione di almeno l’80% dopo 20 – 25 anni, il che equivale ad un decadimento massimo dell’ 1% circa annuo;
  • prove di laboratorio su impianti installati 20-25 anni fa hanno riscontrato perdite di producibilità pari a circa l’8%, che equivale ad un decadimento dello 0,4% annuo.

Tenuto conto che i pannelli attuali vengono costruiti con materiali e tecnologie più avanzate di quelli di 20 – 25 anni fa, una stima realistica della loro perdita di producibilità si attesta intorno allo 0,5 % annuo. Inoltre, quando stiamo per installare un impianto fv è bene sempre verificare la corretta esposizione della copertura: l’ideale è sicuramente a sud, ma accettabile fino a est o ovest, con una perdita di producibilità di circa il 20 %, e sud-est o sud-ovest con una perdita del 5% circa. L’inclinazione ottimale per le latitudini italiane va invece dai 29 ai 33 gradi.
Un impianto con tilt a 0° (modulo in orizzontale) comporta una perdita di producibilità di circa il 10% rispetto all’inclinazione ottimale.

I pannelli fotovoltaici possono subire danni a causa della neve?

Considerando che il peso della neve non provoca particolari problemi all’impianto installato (semmai occorre valutare la resistenza della struttura di supporto: un tetto o una tettoia), è possibile notare che l’innevamento non riduce più di tanto la producibilità del pannello. Nello specifico quindi un impianto ricoperto di neve produce all’incirca il 10% in meno (la resa di un impianto durante l’anno si ripartisce all’incirca così: 30% in primavera, 40% in estate, 20% in autunno e 10% in inverno).

Che fine farà la bolletta con un impianto fotovoltaico?

La bolletta continuerà ad arrivare, con i costi fissi e la valorizzazione dei consumi netti effettuati. Nel caso di connessione alla rete in regime di scambio sul posto la produzione in eccesso (non consumata quindi direttamente) andrà a compensare (Contributo in conto scambio) i consumi. L’incentivo viene erogato dal Gestore del Sistema Elettrico – GSE S.p.a. L’ammontare dovuto è pari al prodotto tra l’energia generata dall’impianto, misurata da un contatore posto all’uscita del gruppo di conversione della corrente continua in corrente alternata, e la tariffa incentivante riconosciuta. L’incentivo viene erogato su TUTTA l’energia prodotta, a prescindere dai consumi. Il pagamento degli incentivi avviene:

  •  bimestralmente in acconto, salvo conguaglio a fine anno, nel mese successivo a quello in cui l’ammontare bimestrale cumulato supera il valore di 250 euro, nel caso di impianto di potenza fra 1 e 200 kW che si avvale del servizio di scambio sul posto;
  • mensilmente, nel mese successivo a quello in cui l’ammontare cumulato del corrispettivo supera i 250 euro, nel caso di impianti di potenza non superiore ai 200 kW che non usufruiscono del servizio di scambio sul posto;
  • mensilmente, nel mese successivo a quello in cui l’ammontare cumulato del suddetto corrispettivo supera i 500 euro, nel caso di impianti di potenza superiore ai 200 kW. L’importo del pagamento viene determinato, come detto sopra, dalla lettura del “secondo contatore”, quello cioè che misura l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico. Per il secondo contatore non arriverà nessuna bolletta. Il canone annuale del secondo contatore verrà inserito nella bolletta del primo: si tratta comunque di un canone